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Si parla tanto della crisi di redditività delle agenzie, ma poco della crisi del brokeraggio italiano Il calo delle tariffe RC Auto, che in questi ultimi anni ha superato il 20 – 25%, ha tagliato in maniera importante la redditività e la marginalità delle agenzie assicurative italiane. In molti casi le difficoltà si sono tradotte in fallimenti o uscite dal mercato (il numero in costante calo degli agenti iscritti al RUI testimonia questo tipo di difficoltà).

C’è però un altra crisi di cui pochi parlano ed è quella del brokeraggio italiano. Anni di eccesso di capacità e offerta sul mercato assicurativo rispetto alla domanda hanno ridotto i tassi e i premi. L’ultima fotografia dell’ANIA sulla raccolta premi la dice lunga sulla forte contrazione del mercato Incendio, RC, Cauzione, Corpi e Trasporti, dove la quota di mercato dei broker arriva e supera in certi casi il 50%.

Il livello provvigionale offerto dalle Compagnie ai broker è anch’esso in calo.

Ad aggravare la crisi la concorrenza tra le società di brokeraggio che un contesto di contrazione di mercato hanno come unica alternativa per crescere quella di competere sui clienti esistenti con una guerra al ribasso su provvigioni e fee che nelle gare pubbliche tocca estremi. Il numero crescente di broker e di società di brokeraggio che in questi anni si sono iscritti al RUI non aiuta nemmeno. Nuovi piccoli broker si affacciano in un mercato già competitivo ad insidiare i profitti già in calo di broker grandi e medi. Fallimenti e aggregazioni nel settore sono ormai all’ordine del giorno.

Un tunnel in cui non si scorge al momento via di uscita. Solo chi ha nicchie ben presidiate ed è più propositivo sui rischi emergenti può in questo contesto sperare in uno sviluppo del business. Ad ogni modo i broker rimangono una componente fondamentale del mercato assicurativo italiano. L’orientamento delle principali Compagnie è infatti quello di fare solo rischi retail e ritirarsi dai rischi industriali e più complessi dove gli andamenti tecnici sono più negativi. Tanti agenti non trovano quindi risposta nella propria Compagnia e sono costretti a ricorrere ai broker e in alcuni casi a creare una società di brokeraggio.

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