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Bonus bebè e aiuti alla famiglia per il 2016

Quali sono le agevolazioni per famiglie in vigore per il 2016? Ecco nel dettaglio in che cosa consistono e come presentare la domanda.

1 Bonus bebè 2016: consiste in un assegno di 80 euro al mese (960,00 euro all’anno) per ciascun figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 per la durata massima di 3 anni di età.

A chi spetta. L’assegno è partito dall’1 gennaio 2015 per le neomamme e famiglie adottive con ISEE sotto i 25mila euro mentre per le famiglie a basso reddito fino a 7mila euro l’importo dell’assegno è raddoppiato e passa da 80 a 160 euro.

Come richiederla. I genitori in possesso dei requisiti devono presentare domanda compilando l’apposito modulo INPS assegno di natalità – bonus bebè e presentare la richiesta:

– andando su www.inps.it – Servizi on line. Prima però bisogna attivare un PIN personale;

– chiamando il numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o il numero 06 164 164 (numero per cellulari);

– attraverso i patronati. 

Ecco come presentare domanda all’Inps

Per maggiori info: Inps e assegno di natalità

2 Bonus famiglie numerose: Per le famiglie con almeno quattro figli minori a carico e ISEE basso (sotto gli 8.500 euro). L’Inps ha diramato un comunicato che annuncia il pagamento di luglio per le famiglie con quattro o più figli a carico. Requisiti: tetto massimo ISEE di 8500 ero annui e precedente presentazione di Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Con la nuova legge di stabilità è stata introdotta la nuova  family card 2016, utilizzabile dai membri della famiglia per richiedere sconti sui trasporti, attività turistiche, sportive e culturali, sconti su servizi privati e pubblici che aderiranno all’iniziativa, partecipazione ai gruppi di acquisto GAS (gruppi di acquisto solidale nazionali) e GAF (gruppi di acquisto familiare).

A chi spetta la family card. Per il momento si sa che i requisiti sono: essere cittadini italiani o stranieri, residenti in Italia; essere un nucleo familiare con almeno 3 figli minori a carico residenti in Italia; avere un basso reddito ISEE.

Come richiederla. L’aiuto andrà richiesto al Comune di residenza, dopo l’emanazione del decreto che attua la nuova misura.

3 Bonus libri: è un’agevolazione per l’acquisto del materiale scolastico e di libri per famiglie a basso reddito con figli che frequentano le scuole dell’obbligo. Tale beneficio, è erogato e fissato su base regionale, per cui ogni Regione delibera ogni anno quali sono le condizioni e i requisiti di accesso da parte delle famiglie e soprattutto il limite di reddito ISEE. La cosa migliore è verificare che cosa prevede la propria regione.

Come richiederla. Per presentare richiesta occorre possedere i requisiti previsti dal proprio Comune, in particolare il limite di reddito ISEE.

4 Nuovo congedo parentale: è stato esteso dal Jobs Act il congedo parentale retribuito al 30%, dai tre ai sei anni del figlio (otto per le famiglie a basso reddito) e non retribuito dagli attuali otto anni del figlio a 12 anni. Si può chiedere anche a ore, leggi come, nell’articolo: congedo parentale a ore, e sul sito dell’INPS

5 Sconti sulle bollette di casa: sono agevolazioni fiscali previste per le famiglie a basso reddito che prevedono una riduzione o sconto in bolletta. I bonus confermati anche per il prossimo anno sono: bonus luce e gas e bonus acqua.

A chi spetta. A differenza del bonus gas e luce, richiedibile da tutti i cittadini con determinati requisiti che risiedono in Italia (controlla se hai i requisiti sul sito dell’AEEG, Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico), il bonus acqua è richiedibile solo in alcuni Comuni. Verifica se ti spetta quindi lo sconto in bolletta chiedendo al CAF o verificando con il Comune di residenza.

Come richiederli. Il bonus gas e luce va richiesto tramite CAF, il quale invia per via telematica la domanda al distributore che, dopo aver verificato il possesso dei requisiti di accesso, conferma tramite specifica comunicazione il riconoscimento del bonus e lo sconto in bolletta per un anno. Il limite di reddito ISEE per accedere al contributo è pari a 7.500 euro e non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose con più di 3 figli a carico. Informazioni sul sito Anci

Il bonus acqua va richiesto in base alle specifiche di ogni Comune.

6 Riduzione del 50% del canone telefonico: per le famiglie a basso reddito è possibile richiedere sconti sul canone telefonico Telecom.

A chi spetta. Abbonamento mensile ridotto al 50% per chi ha un reddito familiare non superiore a 6.713,94 € e con una persona a l’interno del nucleo famigliare titolare di pensione di invalidità civile o assegno sociale, oppure, con più di 75 anni o se il capo famiglia è disoccupato. E’ possibile richiederlo solo se si ha un contratto telefonico con questo gestore e solo sul canone mensile. Quindi lo sconto non è sulle telefonate.

7 Esenzione canone RAI 2016: la nuova legge di Stabilità prevede esenzioni dal pagamento del canone per chi ha più di 75 anni con reddito ISEE fino a 6.714,00 euro che aumenterà a 8.000 grazie ai maggiori introiti.

Come richiederlo. La domanda va fatta all’Agenzia delle Entrate tramite apposito modulo di dichiarazione. Per info: sito dell’Agenzia delle Entrate e modulo esenzione canone RAI e Rai.it

8 Esenzione/riduzione tassa sui rifiuti: le regioni possono stabilire chi ha diritto ad avere la riduzione o esenzione della tassa sui rifiuti, la nuova TARI. Ciascuna regione può decidere se e quando prevedere di bonus, il limite di reddito e la composizione del nucleo familiare. Per cui, per sapere come richiedere lo sconto in bolletta è necessario verificare al CAF e al proprio Comune le modalità di erogazione dell’eventuale agevolazione.

9 Social card per disoccupati 2016: nuclei familiari a basso reddito ISEE con almeno un componente senza occupazione e un minore. Questa misura non è mai partita. Con la nuova Legge di Stabilità 2016, il Governo sta pensando di estendere la social card sperimentale a tutta Italia e non introdurre l’agevolazione per disoccupati.

10 Spese detraibili affitto: è un’agevolazione che consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi con modello 730 o Unico per le spese di locazione dell’abitazione principale.

A chi spetta. Tale detrazione spese affitto famiglie a reddito basso consiste nel poter scaricare dalle tasse 300 euro per chi ha un reddito complessivo fino a 15.493,71 euro e 150 euro per chi è tra i 15.493,71 euro e 30.987,41 euro. Ci sono detrazione anche per i giovani sotto i 35 anni, giovani in affitto, contratti in cedolare secca, canoni di affitto terreni agricoli e per i lavoratori che si trasferiscono nel Comune in cui lavorano.

11 Assegno di maternità 2016 dello Stato: per madri naturali o adottive ma anche padri che però siano lavoratori anche precari.

A chi è rivolta. Requisito fondamentale: essere residenti in Italia ed essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari.

Inoltre i requisiti che la madre deve possedere per aver diritto all’assegno sono:

  • è una lavoratrice che ha diritto all’indennità di maternità (o ad altro trattamento economico per maternità) e che ha tre mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 ed i 9 mesi precedenti la data del parto (o l’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato);
  • è una lavoratrice che è stata licenziata (o che ha presentato le dimissioni) e che ha tre mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 ed i 9 mesi precedenti la data del parto (o l’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato);
  • è una lavoratrice disoccupata che ha fruito in passato di determinate prestazioni economiche (mobilità – disoccupazione ordinaria o con requisiti ridotti – CIGO o CIGS – malattia – maternità – ASU o LPU) a condizione che tra l’ultimo giorno della prestazione economica fruita e la data del parto (o ingresso in famiglia) non sia trascorso un periodo superiore a quello di godimento della prestazione stessa; in ogni caso, il periodo tra l’ultimo giorno di godimento della prestazione e la data del parto non può essere superiore a 9 mesi.

L’importo viene rivalutato annualmente e bisognerà attendere la nuova circolare INPS per il primi di febbraio.

Come presentare la domanda. La domanda va presentata per via telematica all’INPS entro sei mesi dalla nascita del bambino o in caso di adozione o affidamento, dalla data di ingresso del minore in famiglia. Per approfondire sul sito dell’INPS

12 Assegno di maternità 2016 dei Comuni è un contributo indirizzato alle madri disoccupate e casalinghe. La richiesta va presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bimbo e dalla sua entrata in famiglia se adottato o preso in affido. Il beneficio è riconosciuto anche alle mamme extracomunitarie che, entro sei mesi dalla nascita del bambino, presentano la documentazione per la richiesta + permesso soggiorno.

A chi è rivolto. L’assegno a carico del Comune è riservato alle mamme disoccupate e casalinghe che non lavorano o che non possono far valere almeno 3 mesi di contributi negli ultimi 18 mesi, che hanno partorito, adottato o ricevuto in affidamento preadottivo un bambino.

L’importo dell’assegno viene rivalutato dal Comune ogni anno in base all’adeguamento ISTAT. Per sapere i nuovi importi 2016 bisogna aspettare che l’INPS pubblichi l’adeguamento, solitamente intorno al mese di aprile.

Come presentare la domanda. La domanda si presenta con modulo INPS da trasmettere online con i servizi telematici dell’istituto. Altre info. Per approfondire sul sito dell’INPS

13 Assegni nucleo familiare, assegni familiari e assegno terzo figlio.Assegni nucleo familiare spetta ai lavoratori dipendenti pubblici e privati full time e part time, agli iscritti alla gestione separata, insegnanti, colf, lavoratori di ditte cessate o fallite.

Gli assegni familiari spettano invece ai lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti e  titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi).

Assegno terzo figlio spetta ai nuclei familiari composto da almeno 3 figli minori. Altre info sul sito dell’INPS

14 Riduzione retta asili nido e altri servizi educativi per l’infanzia e mense scolastiche. Chiedere al proprio comune di residenza;

15 Borse di studio e riduzioni delle tasse universitarie e del diritto allo studio. Da verificare con le singole Università.

16 Sconto IMU TASI 2016: è rivolta alle famiglie che aiutano genitori o figli concedendo loro un immobile come abitazione principale. Lo sconto che si applica è del 50% e per fruire dell’agevolazione occorre registrare all’Agenzia delle Entrate il contratto dell’immobile in comodato d’uso gratuito.

17 Esenzione ticket 2016: riconosciuta ai cittadini per basso reddito, gravidanza, patologie croniche, tumori, invalidità, diagnosi precoce dei tumori e test HIV. Per verificare requisiti e modalità, consultare il sito del Ministero della Salute o il sito del Comune di residenza a Asl.

18 Assegno congedo matrimoniale: è un assegno che spetta a tutti i lavoratori che si sposano se in possesso dei requisiti INPS, ed è pari a 7/8 giorni di retribuzione da fruire entro 30 giorni successivi la data delle nozze.  Per maggiori informazioni e verificare quanto spetta e a chi, consulta il sito dell’INPS sull’assegno congedo matrimoniale 2016

19 Mutuo acquisto prima casa: rivolto alle giovani coppie dove almeno uno dei due componenti non ha superato i 35 anni, famiglie con un solo genitore e figli minorenni, giovani sotto i 35 anni con contratto di lavoro atipico. Per maggiori info, Associazione Bancaria Italiana.

20 Voucher asilo nido e baby sitter: è un’agevolazione di 600 euro al mese (totale 3.600 euro) per sei mesi massimi che spetta alle mamme lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata INPS che tornano al lavoro dopo la maternità obbligatoria.

Dal 2016 spetta anche alle lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata INPS) e alle imprenditrici. Per queste figure, il periodo fruibile dei voucher è ridotto della metà, per cui per 3 mesi per un totale di 1800 euro

Dal 1 febbraio 2016 è disponibile sul sito INPS la procedura telematica per presentare la domanda.

Come funziona. Entro gli 11 mesi successivi al rientro dopo la maternità obbligatoria, al posto del congedo parentale, le neomamme lavoratrici possono utilizzare il voucher baby sitter o asili nido, un assegno per pagare le spese di una baby sitter o di un asilo nido pari a 600 euro al mese per sei mesi (3.600 euro totali). (Leggi anche tutti gli aiuti alla famiglia del 2016).

Come presentare la domanda: La domanda va presentata all’INPS attraverso il canale WEB se si possiede un PIN INPS (www.inps.it > Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito > Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia) oppure tramite CAF o patronato.

21 Banca dati giovani 2016: una banca dati alla quale possono iscriversi giovani sotto ai 35 anni, con contratti precari o disoccupati e con a carico un minore. Le aziende che assumono a tempo indeterminato  un giovane iscritto a questa banca dati riceveranno 5000 euro come incentivo.

22 Carta Acquisti 2016:  La Carta Acquisti (conosciuta anche come Social Card) è disponibile anche per il 2016. E’ utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare, sanitaria e il pagamento di bollette di luce e gas. La Carta vale 40 euro al mese e viene caricata ogni due mesi di 80 euro.

I requisiti: viene data agli anziani con più di 65 anni d’età o i bimbi con meno di tre anni (il titolare sarà quindi uno dei genitori) a determinate condizioni. In particolare, l’ISEE deve essere inferiore a 6.788,61 euro per chi ha bimbi con meno di 3 anni. (Leggi sul sito del Ministro dell’economia tutte le condizioni per famiglie con bimbi a carico).

E’ possibile anche avere informazioni chiedendo all’Ufficio Postale o chiamando il numero verde 800.666.888

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Bonus INPS Famiglie numerose 2016: a chi spetta? Come fare per averlo?

E’ ufficiale: a seguito della pubblicazione in Gazzetta n. 35/2016 del relativo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 dicembre 2015, arriva finalmente il “Bonus famiglie numerose”, precedentemente istituito dalla legge di Stabilità 2015.

BONUS INPS FAMIGLIE NUMEROSE 2016: A CHI SPETTA?

L’agevolazione equivale ad un bonus di 500 euro, erogato dall’INPS alle famiglie numerose, ovvero con un numero di figli minori pari o superiore a quattro.

Per beneficiare del bonus è altresì necessario che la famiglia sia in possesso di una situazione economica che corrisponde ad un valore ISEE non superiore a 8.500 euro annui.

BONUS INPS FAMIGLIE NUMEROSE 2016: COME FARE DOMANDA?

Circa la domanda di accesso al bonus, si tratta della stessa che va presentata al fine di richiedere l’assegno al nucleo familiare con tre figli minori.

In tal senso, quindi, è sufficiente presentare un’unica domanda per ottenere l’accesso ad entrambe le misure di sostegno alla famiglia.

BONUS INPS FAMIGLIE NUMEROSE 2016: A QUANTO AMMONTA E QUANTO DURA?

Gli importi massimi e i requisiti di reddito per poter accedere a queste misure di sostegno vengono stabiliti annualmente, sulla base dell’andamento dei prezzi e quindi del costo della vita.

Stando a quanto rivelato dai dati ISTAT, tuttavia, nel 2015 è stata registrata una variazione negativa del -0,1%, conseguentemente per il 2016 rimangono validi i medesimi valori del 2015.

Per l’anno corrente, in particolare, il valore massimo dell’assegno per il nucleo familiare, riservato a famiglie con almeno 3 figli minori, ammonterà a 141,30 euro al mese per un periodo di 13 mensilità, a condizione che l’ISEE non superi i 8.555,99 euro.

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Le nozze tra le Generali e la rivale Axa, una prospettiva da 170 miliardi

La partita che più sembra alla portata di mano, nonostante le ultime (ma sanabili frizioni) con la famiglia Berlusconi, è senz’altro l’alleanza tra Vivendi e Mediaset, dove l’obiettivo è lanciare un’alternativa europea a Netflix degli americani. Ma il vero sogno di Vincent Bolloré, che lo proietterebbe nell’olimpo della finanza europea, è un altro: creare un colosso mondiale delle assicurazioni, facendo convolare a nozze la francese Axa con Generali, l’eterno rivale. Un’operazione tanto ardita e complessa che non riuscì neppure a un banchiere di lungo corso, come Antoine Bernheim, per anni socio di Lazard e storico presidente di Generali fino al 2010. Quel Bernheim, da molti definito il Cuccia francese, che introdusse Bolloré nei salotti buoni di Mediobanca e del Leone.

Mettere assieme Axa, seconda assicurazione al mondo, e Generali, prima in Italia e tra i leader a livello europeo, significherebbe creare un gruppo capace di macinare oltre 170 miliardi l’anno di ricavi e più di 10 miliardi di utile operativo. Un colosso, con oltre 230 mila dipendenti, che potrebbe contare su quasi 160 milioni di clienti.

E a guardare le quotazioni di Borsa per Axa, che vale circa 42,7 miliardi, Generali, con una capitalizzazione decisamente più bassa (18,2 miliardi), appare un boccone più che appetibile. Ma resterà un sogno di mezza estate? In realtà, sebbene niente ci sia mai stato di ufficiale, a Parigi da tempo circolano voci sulla possibilità di questo matrimonio. Non solo per l’attivismo degli ultimi tempi di Bolloré su Mediobanca, dove ha una quota ormai vicina all’8%. Ma anche per le possibili alleanze e amicizie che il finanziere bretone sta tessendo e coltivando. A partire da Philippe Donnet che dal marzo scorso è alla guida di Generali. Un altro francese, e non a caso. È balzato lì grazie alla spinta di Bolloré. E Donnet proviene alla scuderia di Axa, dove è stato manager dal 1985 al 2007.

Dal gruppo sarebbe uscito per dissidi con l’ad Henri de Castries, mentre è rimasto molto vicino a Claude Bébéar, un personaggio chiave nella vicenda. Classe 1935, di Limoges, figlio di un preside di scuola media e di una maestra elementare, poi laureato in una delle solite grandes écoles dell’elite (il Polytechnique), partendo dagli Anni Settanta Bébéar fece di un piccolo gruppo mutualistico di provincia il colosso Axa, da lui fondato nel 1985. Nel 2000 lasciò le redini del secondo colosso assicurativo al mondo a de Castries, ma in realtà ha mantenuto una grossa influenza su Axa ed è uno dei deus ex machina del capitalismo francese. Da sempre è vicino a Bolloré, che ha aiutato in più occasioni a trovare finanziamenti per le sue scalate. Determinante è stato il ruolo di Bébéar nell’aiutare il finanziere bretone ad accaparrarsi Vivendi.

Ecco, ora Bolloré potrebbe aiutare Axa a entrare nel capitale di Generali. Quanto a de Castries, va detto che sta per abbandonare il ponte di comando. Dal primo settembre sarà sostituito da Thomas Buberl, tedesco, da molti considerato una pedina debole dell’ingranaggio e forse l’occasione per il vecchio Bébéar, l’amico di Bolloré, di ritornare ancora più in auge. Da parte sua Axa ha appena ceduto la filiale in Romania, un mese fa è uscita anche dal mercato serbo, sta negoziando la vendita della società controllata in Portogallo e soprattutto ha messo in vendita una parte dei suoi asset britannici, che da soli dovrebbero procurare al gruppo 830 milioni di euro. Sembra quasi che Axa stia facendo cassa, preparandosi a nuove avventure. Forse in Italia?

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Banche: entro 2020 16000 lavoratori licenziati

“In 3 anni, dal 2013 al 31 marzo 2016, dai gruppi bancari italiani sono usciti 11.988 lavoratori e altri 16.109 sono pronti ad uscire entro il 2020 in base agli accordi sindacali sugli ultimi piani industriali, di cui quasi 9.000 potenzialmente prepensionabili. A fare i conti è la Fabi con il segretario generale Lando Maria Sileoni che sottolinea come, tra 2009 e il 2016, siano stati tagliati 3.972 sportelli.

Nei 5 maggiori istituti Intesa, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi, dal 2009 al 2015 sono state chiuse o cedute 4.439 filiali”.

Fabi propone che le banche possano usare per tre anni i 200 milioni all’anno della Naspi per finanziare i due anni in più di durata (da 5 a 7 anni) del Fondo esuberi e, sul fronte delle riduzione dei costi chiede una riduzione delle consulenze milionarie, una maggiore selezione delle sponsorizzazioni la riduzione degli stipendi dei manager, dei cda, dei comitati di gestione e di sorveglianza, dell’attività del recupero crediti e della cessione degli npl.

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Le filiali bancarie? Scompariranno come le cabine telefoniche

“Le filiali faranno la fine delle cabine telefoniche. A che serve se non entra nessuno?”. Se lo chiede Ennio Doris, fondatore di Banca Mediolanum di cui oggi ha il 40%. L’imprenditore e banchiere di lungo corso, nel corso di un’intervista, spiega che il settore bancario è al centro di una rivoluzione storica.

“I tassi di interesse potranno ancora aumentare ma resteranno bassissimi, i livelli del passato sono di un altro millennio”, racconta Doris. Con la conseguenza che “con una struttura di costi legata ad una distribuzione fisica degli sportelli non ci sono possibilità di utili. Con internet le commissioni sui servizi stanno diminuendo in maniera inarrestabile”. Ecco perché “occorre un modello di banca diverso”.

Un modello che Doris conosce bene, perché Mediolanum è una banca nata leggera, senza filiali, con un call center specializzato e family banker sul territorio che tengono i contatti con la clientela. Al centro del modello: gli investimenti e la gestione del risparmio.

Proprio ieri il Fabi, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari, ha reso noto i dati, importanti, sulla razionalizzazione del settore che in 3 anni, dal 2013 al 31 marzo 2016, ha visto uscire dai gruppi bancari italiani 11.988 persone e altre 16.109 sono pronte a lasciare entro il 2020 in base agli accordi sindacali degli ultimi piani industriali. Di questi 8.928 sono potenzialmente prepensionabili.

Come scrive oggi MF-Milano Finanza, l’allarme era scattato a maggio, quando Vincenzo Visco, governatore di Bankitalia, nelle sue considerazioni finali, aveva chiesto agli istituti di credito di intervenire sui costi fissi, inclusi quelli del personale, agendo su qualità e quantità degli organici.

Già all’epoca la risposta di Lando Maria Sileoni, segretario della Fabi, è stata senza peli sulla lingua: “Negli ultimi anni sono usciti, su base volontaria, 48mila lavoratori. Il governatore pensi agli alti e ingiustificati stipendi dei manager”.

Nelle sue considerazioni sui costi di struttura, oggi Doris spiega che le banche avranno in un prossimo futuro zero sportelli e personale specializzato sul territorio per dare consulenza e risolvere problemi complessi come un fido o un mutuo. E che servirà molta innovazione, perché un’app bancaria fra 4-5 anni sarà osboleta e l’istituto di credito dovrà acquistare un’applicazione nuova per stare al passo con i tempi. Un investimento costante in aggiornamento tecnologico che peserà sui conti di una piccola banca.

La concorrenza estera, poi, non è da sottovalutare, ha aggiunto Doris. “A un soggetto estero basterà aprire una filiale in Italia senza aver bisogno di quell’autorizzazione della Banca d’Italia che oggi serve per salire oltre il 10% in un istituto, per entrare nel mercato nazionale e offrire a tutti il servizio via internet”.

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Beni culturali, via al nuovo incentivo per le imprese creative gestito da Invitalia

In arrivo 107 milioni di euro dal Programma Operativo Nazionale “Cultura e Sviluppo”- FESR 2014-2020 per lo sviluppo del sistema imprenditoriale della filiera culturale nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. Sono stati stanziati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per creare un nuovo sistema di incentivi destinato a sostenere la creazione e lo sviluppo di micro, piccole e medie imprese nel settore dell’industria culturale-turistica e in grado di migliorare la fruizione dell’offerta culturale esistente. Le agevolazioni hanno anche l’obiettivo di supportare le imprese no profit che vogliono valorizzare le risorse culturali dei territori interessati.

Il nuovo sistema di incentivi è gestito da Invitalia che, con una procedura “a sportello” (e senza click day), valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.

E’ articolato in 3 linee d’intervento:

  • creazione di nuove imprese dell’industria culturale e creativa che promuovano l’innovazione, lo sviluppo tecnologico e la creatività, a cui sono destinati 41,7 milioni;
  • sviluppo delle imprese dell’industria culturale, turistica e manifatturiera a cui sono destinati 37,8 milioni;
  • sostegno alle imprese del terzo settore attive nell’industria culturale turistica e manifatturiera a cui sono destinati  27,4 milioni.

E’ prevista una dotazione finanziaria aggiuntiva di 7 milioni di euro da ridistribuire proporzionalmente sui tre filoni.

Le modalità e i tempi di presentazione delle domande da parte delle imprese, e tutti i dettagli sul funzionamento degli incentivi, saranno fissati da una direttiva di prossima pubblicazione.

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RCA: scatola nera obbligatoria per tutti entro un anno

Molti automobilisti l’hanno adottata da tempo per avere sconti sull’assicurazione, ma presto la scatola nera sull’automobile diventerà obbligatoria. E’ questa, ricorda ‘Studio Cataldi, una delle principali novità previste dagli emendamenti approvati ieri dalla commissione industria del Senato al ddl concorrenza, che ha ripreso il suo cammino dopo la pausa per le elezioni amministrative.

L’emendamento, proposto dai relatori Salvatore Tomaselli e Luigi Marino del Pd, dà delega all’esecutivo di emanare, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per disciplinare l’installazione obbligatoria della scatola nera su tutti i mezzi di trasporto. Si inizierà con i veicoli pubblici e poi sarà la volta di quelli privati. Questi ultimi potranno beneficiare di sconti sulle polizze auto.

Il testo specifica che non ci saranno “maggiori oneri per i cittadini”, ma i consumatori sono già insorti, sostenendo che si tratta di una ‘promessa da marinaio’. Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi “è assolutamente impossibile garantire che i costi relativi alle scatole nere sulle autovetture non ricadano sugli utenti”. L’installazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria dello strumento su un’automobile privata, così come “la gestione dei dati e i necessari cambiamenti che vedranno coinvolte l’industria automobilistica e le imprese assicurative” spiega Rienzi, avranno dei costi enormi.

Anche nel caso in cui “la norma preveda che non siano i cittadini a farsi carico di tale spese – sottolinea Rienzi nella nota – i maggiori costi saranno inevitabilmente traslati sugli utenti finali, attraverso incrementi di tariffe e prezzi”. Per questo motivo il Codacons chiede che l’obbligo venga trasformato in una “scelta su base volontaria”.

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Assicurazione scaduta, retrodatata e incidenti stradali: facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza su assicurazione scaduta, retrodatata e incidenti stradali. Tra le frodi assicurative che capita ogni giorno di incontrare c’è la possibilità che una polizza venga illegalmente retrodatata, per coprire un sinistro avvenuto in un periodo nel quale il veicolo non era assicurato. L’assicurazione dovrà comunque pagare l’incidente.

 Il problema di gironzolare con assicurazione scaduta o addirittura inesistente crea il più grosso problema non tanto in sede di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, che in quel caso provvedono ad elevare la sanzione pecuniaria e le sanzioni accessorie, quanto in caso di incidente: soprattutto se il danno creato porterebbe all’esborso di un ingente quantitativo di denaro, il truffatore potrebbe non riuscire a pagare la quota al povero malcapitato, così ecco che scatta l’idea di stipulare un’assicurazione e retrodatarla in modo fraudolento. Cosa fare in questi casi, allora?

Nella sentenza 6974/2016 della Corte di Cassazione è esplicitamente dichiarato che l’assicurazione è tenuta a pagare un incidente anche qualora la copertura assicurativa sia stata retrodatata per coprire proprio il detto sinistro. Ovviamente questo è un comportamento illegale, ma la compagnia è tenuta a risarcire il terzo in causa fino all’ultimo centesimo, per poi rivalersi sul proprio cliente e sull’intermediario che ha stipulato la polizza.

 Questo perchè il diritto del danneggiato non segue le sorti del contratto assicurativo.

(tutti i diritti riservati a Claudio Anniciello, autore dell’articolo, originariamente pubblicato a questo indirizzo)