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Le filiali bancarie? Scompariranno come le cabine telefoniche

“Le filiali faranno la fine delle cabine telefoniche. A che serve se non entra nessuno?”. Se lo chiede Ennio Doris, fondatore di Banca Mediolanum di cui oggi ha il 40%. L’imprenditore e banchiere di lungo corso, nel corso di un’intervista, spiega che il settore bancario è al centro di una rivoluzione storica.

“I tassi di interesse potranno ancora aumentare ma resteranno bassissimi, i livelli del passato sono di un altro millennio”, racconta Doris. Con la conseguenza che “con una struttura di costi legata ad una distribuzione fisica degli sportelli non ci sono possibilità di utili. Con internet le commissioni sui servizi stanno diminuendo in maniera inarrestabile”. Ecco perché “occorre un modello di banca diverso”.

Un modello che Doris conosce bene, perché Mediolanum è una banca nata leggera, senza filiali, con un call center specializzato e family banker sul territorio che tengono i contatti con la clientela. Al centro del modello: gli investimenti e la gestione del risparmio.

Proprio ieri il Fabi, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari, ha reso noto i dati, importanti, sulla razionalizzazione del settore che in 3 anni, dal 2013 al 31 marzo 2016, ha visto uscire dai gruppi bancari italiani 11.988 persone e altre 16.109 sono pronte a lasciare entro il 2020 in base agli accordi sindacali degli ultimi piani industriali. Di questi 8.928 sono potenzialmente prepensionabili.

Come scrive oggi MF-Milano Finanza, l’allarme era scattato a maggio, quando Vincenzo Visco, governatore di Bankitalia, nelle sue considerazioni finali, aveva chiesto agli istituti di credito di intervenire sui costi fissi, inclusi quelli del personale, agendo su qualità e quantità degli organici.

Già all’epoca la risposta di Lando Maria Sileoni, segretario della Fabi, è stata senza peli sulla lingua: “Negli ultimi anni sono usciti, su base volontaria, 48mila lavoratori. Il governatore pensi agli alti e ingiustificati stipendi dei manager”.

Nelle sue considerazioni sui costi di struttura, oggi Doris spiega che le banche avranno in un prossimo futuro zero sportelli e personale specializzato sul territorio per dare consulenza e risolvere problemi complessi come un fido o un mutuo. E che servirà molta innovazione, perché un’app bancaria fra 4-5 anni sarà osboleta e l’istituto di credito dovrà acquistare un’applicazione nuova per stare al passo con i tempi. Un investimento costante in aggiornamento tecnologico che peserà sui conti di una piccola banca.

La concorrenza estera, poi, non è da sottovalutare, ha aggiunto Doris. “A un soggetto estero basterà aprire una filiale in Italia senza aver bisogno di quell’autorizzazione della Banca d’Italia che oggi serve per salire oltre il 10% in un istituto, per entrare nel mercato nazionale e offrire a tutti il servizio via internet”.

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